Adolescenti e senso

Adolescenti e senso

 

 

📖 Adolescenti in cerca di senso
Educare nell’età fragile alla luce del Vangelo

L’adolescenza è una stagione di passaggi interiori, di domande che toccano il cuore della vita, di fragilità che chiedono presenza, ascolto, accompagnamento.

Lunedì 16 marzo 2026, alle ore 18:00, presso il salone della Chiesa della Santa Famiglia (Via Torres 20, Cecina), presenterò il mio libro “Si educa con ciò che si è. Il coaching per gli adolescenti alla luce del messaggio evangelico” in un incontro dedicato a genitori, educatori, insegnanti e adolescenti.

Sarà un dialogo vivo tra esperienza educativa, psicologia dell’adolescenza e Vangelo, inteso come spazio umano di incontro, di cura, di apertura al senso.

Accanto a me interverrà Laura Sederini, psicologa, e troveranno ampio spazio anche le voci di alcuni adolescenti, attraverso le loro testimonianze dirette, perché l’educazione nasce sempre dall’ascolto reale delle loro storie.

Un momento per riscoprire che educare significa stare nella fragilità insieme, trasformarla in crescita, trasmettere senso attraverso la propria presenza.

Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di presentare il mio libro Si educa con ciò che si è in un incontro dedicato al tema dell’educazione e dell’accompagnamento degli adolescenti. È stato un momento intenso e partecipato, nato attorno a una domanda oggi decisiva: che cosa significa educare in un tempo segnato da fragilità, disorientamento e ricerca di senso.

La presentazione ha preso forma a partire dall’esperienza concreta maturata negli anni nelle scuole, nei percorsi di ascolto, nelle attività formative e nelle relazioni quotidiane con i ragazzi. Da qui emerge anche il nucleo centrale del libro: l’idea che educare non significhi anzitutto spiegare, correggere o intervenire dall’alto, ma offrire una presenza credibile, capace di ascolto, vicinanza e testimonianza. Si educa, prima di tutto, con ciò che si è.

Durante l’incontro sono stati approfonditi alcuni temi centrali del volume: il bisogno di senso che attraversa l’adolescenza, la necessità di adulti che non abbiano smesso di cercarlo, il valore del limite come spazio in cui può nascere il desiderio e l’importanza di un’educazione capace di accompagnare anche il dolore, senza trasformarlo subito in qualcosa da eliminare.

Un altro passaggio importante ha riguardato il significato dell’errore e del fallimento. In una cultura sempre più segnata dalla performance, molti adolescenti vivono ogni inciampo come una condanna. L’educazione, invece, custodisce la possibilità di ricominciare, rifiutando di ridurre una persona ai suoi sbagli. Anche da qui passa il compito dell’adulto: restare accanto, non giudicare troppo in fretta e lasciare aperto il futuro.

La presentazione di Si educa con ciò che si è è stata così l’occasione per condividere una visione dell’educazione fondata sulla relazione, sull’ascolto e sulla qualità della presenza. Un incontro rivolto a chi, a vario titolo, si misura ogni giorno con il compito delicato di accompagnare i più giovani: insegnanti, educatori, genitori e tutte quelle figure adulte chiamate a custodire il cammino adolescenziale.

 



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